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10
Apr
13

MinoAl termine dei gironi d’andata delle squadre giovanili è tempo di primi bilanci per la S.S. Lazio Nuoto. Tutte le categorie sono nelle zone alte. Merito dei tecnici e del responsabile Mino Di Cecca a cui abbiamo rivolto alcune domande.

ROMA- Giro di boa per i campionati giovanili e a metà stagione il bilancio non può che essere positivo per la Lazio Nuoto che si trova a guardare molti avversari dall’alto in basso. Mentre la prima squadra sta lottando per una salvezza voluta e sudata, le nuove promesse fino ad ora hanno stupito tutti con prestazioni che in molti casi valgono il gradino più alto del podio.
La tradizione biancoceleste ritorna a splendere perché il blasone non è solo nel nome ma anche nei risultati, il miglior metro di giudizio per valutare il gran lavoro svolto dalla nostra Società e dal nostro staff tecnico: primi nella categoria under 20, primi nella categoria under 17, secondi nella categoria under 15. Cinque ragazzi sono stati convocati nelle selezioni nazionali, diversi atleti pronti a far accesso nella categoria dei grandi.
Numeri e traguardi importanti di cui era giusto parlare con l’artefice principale di questo splendido progetto: il coach Mino Di Cecca.


Ciao Mino, sei stato buon profeta perché lo scorso anno avevi annunciato questi risultati, adesso ?
Adesso dobbiamo continuare a lavorare con più intensità, con più cura dei particolari. Si arriva al vertice solo se si opera con dedizione ed impegno, ma è difficile rimane in alto perché molti soffrono di vertigini.

Anche se, è meglio essere primi piuttosto che essere costretti ad inseguire, non trovi ?
Lo diceva Andreotti, lo confermo. Le vertigini sono però, in questo caso, tutte quelle sensazioni di appagamento di chi lassù non c’è mai stato e sente di aver già centrato l’obiettivo. Sono le convinzioni scellerate di chi pensa di essere il più forte per grazia ricevuta. Io rimango dell’idea che il sogno sia inventare nuove sfide quando tutto va bene, continuare ad andare oltre cercando in ogni caso di divertirsi, sempre.

I tuoi ragazzi riescono a seguire questa linea ?
Glielo si insegna. Per fare una buona squadra servono alcuni aspetti fondamentali: disciplina, mentalità, sacrificio e voglia di arrivare. La vita di un atleta dura circa 20 anni agonistici e in ognuno di questi si può sempre imparare qualcosa di nuovo, anche perché le soddisfazioni sono dietro l’angolo.

Domenica la tua squadra è stata esemplare, credi abbia capito ?
Dopo tre anni i ragazzi stanno cominciando a entrare in quest’ottica lavorativa, è bello vederli allenare quando sono tutti insieme. Secondo me per impostare la prima mentalità occorrono dai quattro ai cinque anni, ma ovviamente non si può chiedere troppo perché molti di loro sono vincolati dalla vita scolastica che in questi anni è il centro del loro interesse.

Credi che siano pronti per puntare a vincere qualcosa ?
Sai che a queste domande rispondo poco. La nostra vittoria è che qualcuno di loro partecipi a una competizione internazionale di categoria e insegni agli altri ciò che ha imparato. La soddisfazione sta nella considerazione di Formiconi verso alcuni dei nostri giovani, un suo bravo vuol dire aver vinto. Alla fine c’è il campionato di categoria, secondo me in una sfida diretta possiamo dar fastidio a tutte, ma ho qualche dubbio nelle sei partite anche perché rispetto ad altri abbiamo una panchina corta e il dispendio di energia è un fattore che va analizzato. Sto cercando di motivare tutti a dare di più, dobbiamo, però colmare alcuni buchi. Mica tutti possono da un anno all’altro diventare competitivi per il vertice.

Quello che ha stupito contro la Florentia è stata comunque la grande condizione fisica.
Si, terzo e quarto tempo continuavamo ad andare al massimo, ma mi immagino la stessa partita in un’eventuale finale dopo averne fatte già tre o quattro. Loro cambiavano quattro giocatori alla volta, noi no e questo mi preoccupa.

Domenica avete invece il Vis Nova per difendere il primo posto under 20, come ci arrivate ?
È il bello dello sport, finisce un evento ne inizia un altro. Non c’è mai una tregua. Sarà una partita molto importante per entrambe. Noi siamo reduci dal passo falso contro l’Acilia, loro ci hanno recuperato due punti e vogliono vincere per puntare al primato.

Quale tra le due categorie può avere i risultati migliori ?
Non saprei e non me lo domando. Andiamo per ottenere il massimo da entrambe. La categoria che ci ha dato enormi soddisfazioni è quella degli under 15 perché non ce lo aspettavamo. Sono ragazzi al primo anno di Lazio e stanno subendo questo cambio di mentalità che ci differenzia dalle altre società. Non siamo dei fenomeni, ma siamo molto soddisfatti di loro.