Nata il 9 gennaio 1900 ad opera di Luigi Bigiarelli.
S.S. Lazio Nuoto

A “Scuola” di Pallanuoto con il Prof. Di Cecca

di cecca 1Il Tecnico delle giovanili della Lazio e della Nazionale di recente ospite ad un convegno sulla pallanuoto si racconta: “Con i giovani lavoro così e che bella la prima squadra”. Sabato intanto al Foro arriva la corazzata Recco.

ROMA- Molti appassionati della SS Lazio Nuoto avranno imparato ad ascoltare la voce di Mino (nella foto, primo da dx), le attente osservazioni tecniche e qualche pregevole battuta fuori programma, durante la visione delle partite della Lazio. Mino, infatti, da due anni è la voce narrante delle partite della nostra prima squadra.
Ma se al microfono è sempre pronto a dire la sua è impossibile, invece, parlare con lui durante un allenamento tanto è concentrato su ogni piccolo aspetto da insegnare ai suoi ragazzi. La cura maniacale di ogni minimo dettaglio è il suo marchio di fabbrica così come l’esportazione del metodo di insegnamento che lui adotta a scuola con i suoi alunni e che è stato divulgato nel recente Convegno nazionale degli Allenatori di pallanuoto.
Gli abbiamo chiesto di concederci un po’ del suo tempo:

Mino cos’è per te la pallanuoto?
Un impegno divertente, un lavoro serio, una sfida motivante.

Dicono che in piscina sei molto severo…
La severità è, come tutto del resto, una percezione relativa. Posso esserlo per molti, ma non per tutti o il contrario. In un contesto dove si cerca la massima prestazione, la severità non si percepisce, per chi è titubante è un ostacolo gigantesco.


Parli spesso della tua esperienza a scuola…
La scuola è una ricchezza incredibile sia per gli alunni che per i professori. Mi ha aiutato in primis a capire che i miei ragazzi sono degli eroi, loro e le famiglie, anche se i sacrifici sono una condizione necessaria in uno sport di vertice. Il problema, se così si può definire, è che dalla scuola ho appreso più insegnamenti tecnici per la pallanuoto che dalla piscina stessa. Ho pensato quindi di esportare tutte le mie esperienze scolastiche quotidiane in un contesto agonistico.


Cosa ad esempio?
Noi della pallanuoto trasmettiamo conoscenze dagli allenatori ai giocatori per routine e per insegnamento dei nostri maestri. La chiave di rottura e di vittoria è lo studio.

Fai un esempio.
E’ abitudine diffusa quella di vedere allenamenti dove l’atleta deve adattarsi a situazioni di gioco spiegate in modo confusionario. Immaginiamo, ad esempio, una lezione scolastica fatta in questo modo: spiegazione in classe delle addizioni, esercizi a casa sulle equazioni e per finire compito in classe sugli integrali. Cosa capiscono gli alunni? Il caos non aiuta a gestire gli apprendimenti, una costruzione propedeutica degli elementi tecnico-tattici della pallanuoto, forse.

Questo tuo modo di concepire l’allenamento ha portato benefici nelle tue squadre?
Non c’è niente di diverso e non sono un capostipite di una setta (risata). Siamo ancora in sperimentazione, questo è il mio terzo anno alla Lazio. Da un’attenta analisi oggettiva i ragazzi che sono con noi da due anni sembrano più preparati nelle situazioni di gioco, ma ancora non le padroneggiano. Stiamo studiando se c’è un’interruzione tra lo spiegato e l’appreso o se le capacità di base sono modeste. Stiamo indagando anche la psiche umana per ottenere una migliore ottimizzazione del lavoro. In realtà, bisogna allargare la base da cui attingiamo gli atleti per definire un gruppo di lavoro che abbia le caratteristiche cercate, poi partire già da 11 -12 anni con alcuni concetti perché se insegnati tardi non ottengono lo stesso risultato.

Ci puoi dare delle indicazioni più mirate?
Con l’ufficio stampa (Playsport) ci siamo accordati per la diffusione di alcuni video tecnici per creare un angolo speciale nella pagina Facebook e sul sito sslazionuoto.it. Vi fornirò due video su esercizi che facciamo abitualmente da due anni. Sono la somma di movimenti ripetuti all’inverosimile nel tempo. Si parte prima dalla ricerca del posizionamento del corpo in acqua per cercare una stabilità di appoggio, poi bisogna calcolare il contrasto con l’avversario, il timing di partenza, il controtempo, trovare l’utilità di eseguirli ecc… La pallanuoto in pochi anni ha avuto un radicale cambiamento, E’ sempre più difficile entrare in una prima squadra perché la difficoltà delle situazioni creano stress emotivi enormi. Anche i più bravi hanno bisogno di tempo per adattarsi. 
Anche se sono ripetitivo dico che se si inizia prima, si automatizzano prima questi elementi tecnici e si passa prima alla tattica.

Grazie Mino, ci vediamo in postazione per la prossima partita di A1, a proposito è il Recco, un pensiero sulla partita?
Il campionato quest’anno è bellissimo, ci sono poche squadre nettamente superiori. Stavolta chi viene a vedere Lazio-Recco non lo fa solo per vedere i campioni liguri, ma per tifare Lazio in uno scontro che sarà sicuramente più avvincente degli ultimi anni. I nostri ragazzi stanno andando benissimo, Formiconi è una garanzia, spero presto di consegnargli una serie di ragazzi che lo aiutino a fare la differenza in A1. So quanto potrebbe essere speciale per lui vincere qualcosa con la Lazio.

 

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